La Muraglia Cinese: quale sezione visitare?

La muraglia cinese è una delle più grandi costruzioni che l’uomo ha lasciato sulla terra.

Iniziata nel VII secolo a.C. e continuata sotto la dinastia Quin, la muraglia è stata più volte, nel corso dei secoli, riparata dai continui attacchi e ristrutturata per aumentarne il livello di difesa, fino ad arrivare ad i giorni nostri dove alcune parti hanno resistito al tempo e sono ancora percorribili nella loro struttura originale.

Le principali sezioni ancora aperte al pubblico si trovano tutte a nord di Pechino ma il muro si estende per infiniti chilometri, dal deserto del Gobi, attraversa montagne e piccoli paesi sperduti, si snoda irregolarmente su tratti non toccati dal turismo e si immerge nel mare nella zona di Shanhaiguan.

Ma qual’è la parte della muraglia cinese che conviene realmente visitare durante un viaggio in Cina? Dopo aver studiato attentamente tutte le parti che era possibile andare a vedere ho optato per due sezioni che non sono state ancora ristrutturate e pertanto poco frequentate dalle folle di persone: Gubeikou e Jiankou.

Prima di parlarvi di queste due sezioni vere, selvagge e non ristrutturate voglio approfondire quali sono le altre parti della muraglia che possono rientrare in una vostra possibile meta. Durante il mio viaggio ho incontrato tantissime persone e a tutti chiedevo quale zona della muraglia avevano visitato così, tramite le loro storie, sono riuscita a fare un breve riassunto di tutte le parti vicino a Pechino.

Un paio di volte ho chiesto anche a qualche cinese, ma da quel che ho capito per loro la muraglia cinese è un unico blocco (come in effetti è!) e non la dividono in diverse sezioni, come invece fanno i turisti.

Ci sono molte parti ancora percorribili che si estendono per un grande tratto della Cina, ma è molto più semplice arrivare con un volo o con il treno a Pechino e visitare la zona in uno o due giorni, senza allontanarsi molto dalla città.

 

LE SEZIONI DELLA MURAGLIA CINESE

Badaling ( 八达岭 )

La prima sezione restaurata, quella più visitata e più vicina a Pechino prende il nome di Badaling. Da come ho letto su internet e come mi hanno confermato le persone che ho incontrato e che ci sono state, è la parte più turistica di tutta la muraglia e a seconda del giorno (nel weekend e durante le festività sopratutto) ci si riversano centinaia di cinesi.

Non è consigliato visitarla in quanto vi perdereste la vera magia e sarete assaliti da commercianti che cercano di vendervi di tutto e di più.

Come arrivare a Badaling:

Se proprio non avete tempo e vi resta solo questa opportunità, per raggiungere Badaling vi basta prendere il bus numero 919 dalla stazione dei bus di Deshengmen, vicino alla fermata metro di Jishuitan (linea blu, numero 2).

 

Mutianyu ( 慕田峪 )

Un’altra sezione della muraglia cinese che è accessibile grazie alla funivia è quella di Mutianyu. In parte restaurata per dividere l’afflusso di turisti che si riversano a Badaling, questo tratto si trova a 70 km da Pechino ed è facilmente raggiungibile in bus e in taxi. Ho tentato di raggiungere questa parte della muraglia invano, in quanto poi ho deciso di cambiare itinerario all’ultimo momento.

Come arrivare a Mutianyu:

Per arrivare in questa zona basta andare alla stazione di Dongzhimen (quella in cui arriva anche l’Airport Shuttle dell’aereoporto) e da qui prendere il bus numero 916 e scendere al capolinea, alla stazione degli autobus di Huairou. Da qui potrete contrattare con uno dei tanti taxi, per portarvi fino all’ingresso di Mutianyu che dista 17 km.

Un’altra opzione (non valida in inverno) è quella di prendere il bus numero 867 dalla stazione di Dongzhimen, che vi porta direttamente nel paese di Mutianyu. I bus che offrono questa opzione partono uno alle 7 e uno alle 8:30 del mattino.

 

Jinshanling ( 金山岭e Simatai ( 司马台 )

 

Queste due sezioni sono collegate tra di loro e si trovano a 125 km da Pechino. Potete visitarle entrambe in giornata camminando sulla muraglia cinese, lungo un percorso di circa tre ore e osservando il panorama che cambia da una zona all’altra. Mentre Jinshanling è ancora del tutto percorribile e in buono stato, la parte di Simatai è immersa nella vegetazione, con alcune parti pericolose e difficili da salire.

Come arrivare a Jinshanling e Simatai:

Se volete raggiungere una delle due sezioni, potete prendere il bus numero 980 per il paese di Miyun dalla stazione bus di Dongzhimen e da lì prendere un taxi privato per una delle due parti della muraglia.

Per Jinshanling, attivo solo in estate, potete prendere anche il bus numero 980 che porta direttamente alla muraglia.

 

Gubeikou ( 古北口 )

 

gubeikou muraglia cinese

Questa è la sezione della muraglia cinese che ho visto il quarto giorno del mio viaggio in Cina. Non volevo vedere la parte restaurata, quella che si vede spesso nei libri e nei quadri paesaggistici, ne stare tra tante persone e non riuscire a godere fino in fondo di questo momento magico e tanto atteso.

Dopo aver letto varie recensioni online ho optato per la sezione di Gubeikou, sia per la distanza dalla città, che scoraggia i cinesi nell’esplorazione di questa zona, e sia perché non è mai stata toccata dall’uomo e di conseguenza le mura sono quelle originali.

Gubeikou è un antico paesino composto da case dai mattoni grigi costruite in riva al fiume, da salici che si inclinano quasi a voler toccare l’acqua e da un silenzio rilassante. Dopo aver passato i primi giorni nella caotica Pechino, questo posto mi sembrava una rinascita. Il silenzio, pochissime persone lungo la strada, qualche animale che pascola libero e un poco di vento che asciuga dal caldo torrido; non potevo chiedere niente di meglio!

Da questo punto la muraglia cinese si dirama in altre due sezioni: quella del Drago Arrotolato (PanLongShan ) e quella della Tigre Accovacciata ( WoHuShan). I titolari dell’ostello consigliano quasi sempre il drago, in quanto è una parte che poi si ricollega a Jinshanling ( al centro si trova una zona militare dove fermarsi ) ed è più semplice e scenografica dell’altra sezione.

gubeikou muraglia cinese

Lasciato lo zaino all’ostello e accompagnata da uno dei gentili titolari, mi dirigo ai piedi della montagna, proprio davanti al paese, da dove parte una lunga scalinata per salire fino in cima. Parliamo un poco e mi racconta del luogo in cui vive e poi mi saluta dandomi la giusta direzione.

Inizio a salire i ripidi gradini che pian piano si fanno sempre più insicuri, fino a che la pietra levigata non lascia spazio alla terra e ad una strada sterrata che passa sopra ad un fine lembo di terra. Da una parte si vede il piccolo paese di sotto e dall’altra le lontane montagne con qualche torre sparsa qua e là.

Dopo un’ora di cammino la muraglia diventa impraticabile e mi tocca scendere e seguire il sentiero tra la vegetazione che costeggia il grande muro. I fiori bianchi degli alberi emanano un’odore dolciastro, forse di gelsomino, e l’unico rumore che si sente è quello delle mie scarpe che calpestano i piccoli sassolini a terra.

Risalgo sopra i mattoni marroni e proseguo, incominciando ad intravedere la prima torre. Il sentiero e tortuoso e tra sali e scendi faccio fatica a non fermarmi ogni 10 minuti. Un signore anziano con il viso abbronzato dal sole, vestito con una giacca mimetica e un berretto in testa mi supera. Sulla sua spalla porta il peso di un sacco di tela, che a prima vista sembra vuoto, e nell’altra mano stringe una zappa. Incuriosita da questo omino dal passo lento ma sicuro mi siede e osservo i suoi movimenti. Tempo cinque minuti e sparisce dalla mia visione, per poi ricomparire cinque minuti dopo di nuovo sopra il muro. Zappa qualcosa, che poi raccoglie e mette nel sacco, e continua il suo cammino.

Proseguo sui miei passi e il signore si incammina tra la vegetazione, zappando di qua e di là, per poi scomparire del tutto.

Ecco la prima torre! Dopo due ore di cammino arrivo al vero e proprio panorama. Circondata da cespugli e alberelli mi ritrovo sola tra i movimenti ondulati delle colline che si susseguono all’infinito, inghiottite dalla nebbia in lontananza.

La vista è spettacolare e il silenzio mi porta in uno stato di meditazione! Continuo il tragitto e arrivo alla quarta torre, quella a due piani. Entro dentro e salgo sul tetto dove, dopo qualche foto (diciamo molte foto!), mi siede al bordo e mi guardo intorno. Cosa pensa una persona seduta su una delle sette meraviglie del mondo? I pensieri sono tanti: perché è stata realmente costruita? C’era qualcos’altro sotto? Chi sa quante persone hanno contribuito alla realizzazione di essa? Sarebbe possibile percorrerla tutta? In quanti giorni?

Scendo dalla torre e mi guardo attorno. Secondo il ragazzo che mi aveva accompagnato alle scale iniziali, per riscendere dovevo arrivare alla grande torre e da lì prendere la strada che portava, in un’ora di camminata, di nuovo al paese. La strada c’era, ma non ero tanto sicura che era quella giusta.

gubeikou muraglia cinese

Aspetto ancora un po’ e vedo arrivare da lontano delle persone. Mi passa davanti una coppia felice che corre, al che mi vengono in mente tante cose, tra cui : ” Chi è il pazzo che corre sulla muraglia?”, mi salutano e proseguono. (Poi li rincontrerò al mio ostello e li conoscerò per bene. Verrò a sapere di dove sono, cosa fanno, come mai correvano, dove andranno e tutte quelle botta e risposta che ci si scambia durante un incontro tra viaggiatori), poi ecco che arrivano altre 3 persone. Due ragazzi e una guida cinese che mi salvano la vita!

Chiama il mio alloggio per chiarimenti e dopo una lunga telefonata in cinese decide di farmi da spalla e di riportarmi personalmente a valle! I due ragazzi assieme a lui sono americani trapiantati in Oriente, uno in Corea del Sud e l’altro a Shanghai; durante la discesa a valle incominciamo a parlare e a stringere amicizia, scambiandoci aneddoti, storie da viaggio e informazioni sulle vite private. Così ecco i miei primi due incontri da viaggio in solitaria! Sì quei bei incontri che porti dietro come un bagaglio di esperienza e che ricorderai sempre con piacere e un sorriso sul viso.

gubeikou muraglia cinese

Come arrivare a Gubeikou:

Dalla fermata della metro di Dongzhimen dirigetevi alla stazione dei bus che si trova fuori, a pochi metri di distanza (ci sono le indicazioni in inglese) e da qui prendete il bus numero 980 per Myun (15y). Partono svariati bus nell’arco della giornata e impiegano un’ora e mezza ad arrivare a destinazione. Una volta arrivati al capolinea uscite sulla strada e andate davanti allo stradone con 4 corsie. Attraversate la grande strada, girate sulla destra e, costeggiandone il bordo, camminate per circa 100 metri.

Verrete presi d’assalto dagli autisti di taxi che vorranno a tutti i costi farvi salire con loro. Con me ha funzionato fare con la mano il gesto dei soldi (avete presente quello per dire ” troppi soldi?” e dire “money!” ) e loro capiranno che non vuoi spendere troppo per il taxi.

Prendete il bus numero 25, che impiega un’ora per arrivare a Gubeikou. (Ci sono due fermate per il bus numero 25, una di fronte all’altra. Non confondetevi e ricordate di andare in quella dall’altra parte della strada rispetto al capolinea del bus da cui siete scesi )

Ne passa uno ogni ora e la tratta costa 11 y. Quando salite sul bus chiedete al conducente di fermarsi a Yong Jun Road, prima della galleria che entra a Gubeikou.

Ora, dopo aver seguito le indicazioni inviatemi per email dall’ostello, il conducente non ha capito minimamente dove volevo scendere e che volevo che lui mi avvisasse, e coloro che erano nel bus con me (tutti che parlavano solo cinese) non sono riusciti ad aiutarmi, eccetto un ragazzo che alla fine mi ha detto: scendi alla fermata dopo la mia!

Ricordate che se non c’è nessuno che si alza e si mette davanti alla porta posteriore del bus il conducente non si ferma.

Se siete insicuri di dove scendere scaricatevi l’app MAPS.ME che funziona anche offline, accendete la posizione e seguite la tratta del bus. Poco prima del paese di Gubeikou, appena il bus sta per avvicinarsi all’entrata, alzatevi e mettetevi davanti alla porta. Il bus dovrebbe fermare prima di una galleria.

Vi allego una mappa , dove la freccia indica la fermata:

 

Ricapitolando:

-Stazione bus di Dongzhimen (东直门交枢纽), bus numero 980 per la stazione dei bus di Miyun ( 密云长途车站 )

-A Miyun attraversare lo stradone, girare a destra e camminare per 100 metri. Bus numero 25 per Gubeikou (古北口).

-Scendete poco prima di arrivare a Gubeikou alla fermata Yong Jun Road (拥军路)

Anche se normalmente non c’è nessun botteghino dove bisogna pagare per entrare in questo tratto di muraglia, a volte sopra le mura passeggia una signora o un signore (marito e moglie) che chiedono dei soldi. Secondo Jim, il ragazzo dell’ostello, è carino dare quello che chiedono per incrementare il guadagno locale.

Io ho incontrato la signora all’inizio delle mura e aveva con se anche i biglietti cartacei da staccare ad avvenuto pagamento.

Dove dormire a Gubeikou: Un bellissimo posticino proprio all’interno della parte antica del paese, circondato dal verde e dai fiori, con un personale gentile, disponibile e simpatico. Si chiama The Great Wall Box House, e si trova a 200 metri dalla fermata del bus. Ne parlerò in modo più approfondito in un articolo tutto suo, in quanto è un ostello che vale veramente molto.

 

 

Jiankou ( 箭扣 )

Jiankou muraglia cinese

L’ultimo giorno prima della partenza avevo intenzione di andare a vedere la sezione di Mutianyu, ma il destino ha voluto tutt’altro. Pensavo che il bus mi portasse direttamente sotto la muraglia, a detta della signorina al banco informazioni, ma invece si ferma nel paesino prima, ad Huairou. Confusa e non avendo mai contrattato con un taxi privato, mi unisco a due ragazzi italiani conosciuti sull’autobus ( i primi connazionali che ho incontrato durante il viaggio).

Direzione Jiankou! Il bus ci lascia proprio ai piedi dalla montagna e qui ce la dobbiamo cavare da soli.

Jiankou è una delle parti più selvagge di tutta la muraglia cinese. Mentre Simatai e Gubeikou sono facili da raggiungere e bene o male ci sono degli scalini (anche se poco sicuri) che portano in cima, per salire a Jiankou ci si affida al caso, in quanto si entra nella vegetazione e non si sa più quante ore passano prima di vedere la cima.

Passiamo le prime due ore a salire e scendere lungo una stradina stretta e ripida, per poi incominciare la vera salita tortuosa e a tratti impraticabile. Le rocce scivolose e i pochi sostegni a cui aggrapparsi per darsi la spinta non aiutano, e mi trovo più volte a terra tra polvere e sassi, cercando un punto meno scivoloso dell’altro. Un passo falso e si rotola giù. Il bello del primo tentativo è che sbagliamo strada! Non c’è la fine in quanto la strada costeggia un dirupo e poi è tutto uno scalare di pietre. Poco prima incontriamo un altro gruppetto, due italiani e un cinese, e ci uniamo a loro tornando allo svincolo dove avevamo preso la strada sbagliata. Da cui proseguiamo per altre due ore in salita, con il fiatone e le gambe che a poco a poco stanno diventando sempre più stanche.

Jiankou muraglia cinese

Ormai sono le quattro del pomeriggio e proseguire comporterebbe rimanere bloccati sulla muraglia per la notte. Alcuni proseguono e restano a dormire sulle mura, mentre io mi aggrego a gli altri e riscendo a valle. Con un taxi ritorniamo a casa e alle 9 di sera siamo a Pechino ( 3 ore circa per scendere e 2 ore in autostrada).

Ok, voi mi direte che siamo stati mezzo matti, sopratutto io che ho passato l’ultimo giorno tra polvere e sudore, anziché fare qualcosa di rilassante, ma posso dire che è stato il giorno in cui ho riso di più! Le gaffe, la voglia di vedere la muraglia che non arrivava mai, le pietre che cadevano giù e la buona compagnia. Un giorno che non scorderò mai e che al solo pensiero torno ancora a ridere.

La cosa migliore da fare è partire al mattino presto, oppure attrezzarsi e stare a dormire in cima.

Come arrivare a Jiankou:

Prendete il bus numero 916 che parte dalla stazione dei bus di Dongzhimen  e scendere al capolinea, nel paese di Huairou. Da qui prendere un taxi per arrivare ai piedi della montagna di Jiankou. Ricordatevi di trattare il prezzo. Noi in tre siamo riusciti a scendere da 90y a 75y. (9 euro circa).

 

E’ consigliabile visitare questa sezione con una guida esperta che conosca la strada. Se siete soli e non volete una guida aggregatevi a qualcuno, perché una volta sopra se succede qualcosa è molto difficile raggiungervi in poco tempo.

 

Costi:

Badaling:

Entrata:45 yuan in estate, 40 yuan in inverno.

 

Mutianyu:

Entrata: 45 yuan.

Funivia solo andata o ritorno 80 yuan, a/r 100 yuan.

Discesa in slittino: 80 yuan.

Salita in funivia e discesa in slittino: 100 yuan.

 

Simatai:

Entrata: 40 yuan.

 

Jinshanling:

Entrata: 65 yuan in estate, 55 yuan in inverno.

Funivia 40 yuan.

 

Gubeikou:

Potete incontrare una signora o un signore all’entrata o sulle mura. Chiedono 25 yuan.

 

Jiankou:

Noi non abbiamo pagato niente.

 

*Le prime due foto sono state prese dal sito Pixabay, per vedere il proprietario cliccate sulla foto e verrete reindirizzati direttamente al link in questione.